9 Marzo: giornata mondiale dedicata alla lentezza

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La strada per la felicità
(di Fabio Martorano) 

 

La felicità è un’arte che tutti ricercano, ma che pochi colgono nella sua essenza ed interezza. Come farla propria? Cominciando a ritrovare il tempo per noi stessi e per gli altri.

Il 9 marzo 2009
, per il terzo anno consecutivo, si festeggerà nel mondo la giornata della lentezza. Dopo Milano (2007) e New York (2008), toccherà a Tokyo quest’anno il compito di mettere in evidenza i danni che la frenesia e la voglia di strafare inconsciamente producono nelle persone e invitarle a riflettere sulle cause che esse producono. Si può ottenere una vita migliore se ci proponiamo un ritorno a ritmi più prudenti, più coscienti, più umani. Come? Attraverso la lentezza!
Si proprio così. Attorno a questo sostantivo ruota la filosofia del benessere interiore e della felicità della persona. E’ stato proprio il Comune di Milano a cogliere per primo l’urgenza del problema, viste le conseguenze sociali e l’aggravarsi degli oneri sanitari di questi ultimi anni di vita a causa di questo fenomeno. Un suo concittadino, in particolare, Bruno Cortigiani, noto come “profeta della lentezza”, ( foto: Bruno Cortigiani, all’opera all’Union Square di New York) si è inventato una formula alquanto bizzarra per attirare l’attenzione sul problema: si è messo a fermare per strada i pedoni dal passo troppo spedito e a dare loro una multa simbolica. Munito di paletta a forma di tartaruga, di fischietto, di una Polaroid e di un “pedovelox” elettronico, costui si diverte nelle centralissime città del mondo a documentare il comportamento frenetico della gente per poi fermarla, interrogarla e farla ragionare.

Ha pubblicato un libro (1) che tutti dovremmo leggere perché approfondisce un problema che ci riguarda da vicino: quello del “fare”. Il suo è un libro scherzoso per un problema serio che sta stravolgendo il mondo. Lui propone di riflettere sulle azioni che produciamo quotidianamente per poi correggerci. “E’ l’unico modo – sostiene – per individuare la natura delle nostre piccole o grandi tristezze, ansie interiori, malesseri, depressioni e malumori che ci condizionano i comportamenti e non ci fanno vivere bene”.
Il libro di Cortigiani offre lo spunto per indagare dentro a noi stessi. Dichiara infatti:”La quotidianità ci ha portato a un perenne senso di urgenza. Però, questo bisogno è divenuta un’abitudine mentale che non corrisponde affatto a una reale necessità delle cose da sbrigare. Rabbia, irritazione, maleducazione, mancanza di gentilezza, insofferenza verso chi ci ostacola e ci fa perdere tempo o non si adegua a noi e non rispetta i nostri tempi… Tutto ciò ci spinge a un doppio metro di valutazione: ci sentiamo sempre più benevoli verso noi stessi e sempre più intolleranti verso gli altri. Per favore, smettiamola di abbaiare alla luna!! Stiamo creando una società con un altissimo tasso di conflittualità e con i migliori ringraziamenti dell’esercito degli avvocati.” .

Cortigiani oggi dirige un’associazione: “L’arte del vivere con lentezza”. Essa si prefigge di diffondere le strategie utili a migliorare la vita dei lavoratori, degli impiegati, delle casalinghe, dei manager, dei cittadini comuni. Promuove convegni, dibattiti e festival in tutto il mondo.

Imprenditori, economisti, filosofi, studiosi, scrittori, professionisti della cultura e del lavoro, dello sviluppo sociale e operatori per la salute pubblica e per la letizia dei popoli, si confrontano con lui sul valore del tempo e sulle cause d’innalzamento dei livelli di depressione, stress, apatia o accidia. Tutti sono concordi nel ritenere che le nuove tendenze siano un danno all’umanità.

Comandamenti? No, comandalenti !

(clicca su immagine per ingrandire)

L’associazione ha aperto un sito www.vivereconlentezza.it. Qui ognuno può confrontarsi e trovare soluzioni rispondenti al proprio stato d’animo. Cortigiani ha un motto: “Rallentare, per vivere meglio”. Ma come e da dove iniziare? “Occorre imparare a renderci conto delle azioni futili che si prendono gioco di noi”. Una volta individuate, si potrà cercare di contrapporre delle piccole modifiche comportamentali al nostro modo di vivere. “Piccole azioni per grandi cambiamenti interiori” – afferma l’autore.
Dal libro fuoriescono delle regole elementari che sembrano comandamenti. Ma lui preferisce chiamarli, più simpaticamente, “comandalenti”.
Ci sono comandalenti per ogni situazione e ogni gusto. Io preferisco sottolineare le follie che a volte si compiono al momento di dedicarci al relax, al tempo libero, ai viaggi. Dovrebbero essere giorni di riposo, di ritempro del fisico e della psiche. Ma per molte, forse troppe persone il tempo libero sta divenendo un problema che crea ulteriori accumuli di stress, di insofferenze e di malesseri fisici. Soprattutto al momento del rientro al lavoro ci si ritrova più stanchi e depressi di prima.

La soluzione
“Non è accelerando, ma … rallentando i nostri ritmi che torneremo a essere padroni del tempo e … di noi stessi. Pertanto: guardatevi intorno, soffermatevi: scoprirete quante cose belle si perdono ogni giorno. Andare di fretta, correre, arrancare dietro a mille attività e idee che ci prefiggiamo, ci distoglie dal momento più bello e più sano: quello dell’attimo che stiamo vivendo.

Smettiamo dunque di continuare a dire che “non abbiamo tempo”! Il tempo c’è ed è uguale da sempre. Scorre da millenni con la medesima cadenza. Siamo noi che non sappiamo più gestirlo. Siamo noi che finiamo per corrergli dietro e a dipendere da lui. Pertanto stacchiamo la spina.

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Per chi desiderasse godere della felicità attraverso i libri, suggerisco un altro grande libro degno della massima attenzione: 

Toni Pizzecco: “La medicina del pensiero”. ed. Athesia. 2006.

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1 Bruno Cortigiani: “Vivere con lentezza” – piccole azioni per grandi cambiamenti” Orme Editori (2008)
2 Come sopra: pag. 71.
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